La storia della Juventus è un racconto appassionante, fatto di successi, sfide e grandi personaggi: decennio per decennio:
1897-1909: I Pionieri e i Primi Passi
Questo periodo segna la nascita del club da un gruppo di liceali torinesi e i suoi primi passi nel pionieristico calcio italiano. L’ambiente era puramente amatoriale, con sfide organizzate con passione e mezzi limitati. La conquista del primo Campionato Italiano nel 1905 fu un traguardo storico che diede una prima, forte identità alla società.
Trofei Vinti:
- 1 Campionato Italiano (1905)
- Dirigenti:
- Enrico Canfari: Figura poliedrica e fondamentale, fu uno dei dodici studenti fondatori del club, il suo primo presidente e colui che ne scrisse le prime memorie. La sua visione e dedizione iniziale furono cruciali per dare una struttura e un’ambizione al nascente Sport-Club Juventus, prima della sua tragica morte in guerra.
- Allenatori:
- (In quest’epoca la figura dell’allenatore come la conosciamo oggi non era ancora ben definita; spesso il capitano o i giocatori più esperti, come lo stesso Canfari o Varetti, assumevano responsabilità tattiche e di guida).
- Protagonisti in Campo:
- Enrico Canfari: Oltre al ruolo dirigenziale, scese in campo come giocatore, incarnando lo spirito fondativo del club con la sua passione e il suo impegno diretto nelle competizioni.
- Carlo Vittorio Varetti: Altro fondatore, fu un difensore di notevole presenza e carisma. Capitano per lungo tempo, guidò la squadra con autorità in campo, essendo un punto di riferimento costante per i compagni e determinante nella vittoria del 1905.
- Luigi Forlano: Attaccante dotato di un buon fiuto del gol per l’epoca, le sue reti si rivelarono spesso decisive. Fu uno degli elementi più incisivi nell’attacco della squadra che conquistò il primo titolo nazionale, lasciando un segno importante in quella pionieristica vittoria.
- Gioacchino Armano (I): Giocatore versatile, capace di disimpegnarsi in più ruoli, fu una colonna portante di quella Juventus. La sua costanza di rendimento e la sua affidabilità lo resero un elemento imprescindibile nello scacchiere della squadra campione del 1905.
- Domenico Donna: Portiere del primo scudetto, in un’epoca in cui il ruolo iniziava a delinearsi con maggiore specificità. La sua sicurezza tra i pali fu un fattore importante per la solidità difensiva della squadra e per il raggiungimento del primo, storico trionfo.
1910-1919: Gli Anni della Crescita
Un decennio profondamente segnato dalla Prima Guerra Mondiale, che interruppe i campionati per quattro stagioni, disperdendo squadre e carriere. Prima del conflitto, la Juventus cercava di consolidarsi nel panorama calcistico italiano. La ripresa fu lenta e difficile, in un contesto di generale ricostruzione.
Trofei Vinti:
- Nessun trofeo ufficiale di rilievo a causa dell’interruzione bellica.
- Dirigenti:
- Corrado Corradini: Poeta e letterato, fu presidente in un periodo complesso, a cavallo della guerra. Contribuì a tenere vivo lo spirito del club e scrisse quello che diventerà il primo inno ufficiale della Juventus.
- Allenatori:
- (Il ruolo continuava ad essere poco formalizzato, spesso affidato a commissioni tecniche o ai giocatori più esperti come Bigatto).
- Protagonisti in Campo:
- Carlo Bigatto I: Mediano roccioso, combattente instancabile e capitano di lungo corso. La sua carriera attraversò questo difficile decennio, rappresentando un simbolo di continuità, dedizione e attaccamento alla maglia bianconera anche negli anni bui della guerra.
- Luigi Forlano: Già eroe del primo scudetto, la sua influenza si estese anche all’inizio di questo decennio. Continuò a essere un punto di riferimento in campo e capitano, portando la sua esperienza fino al ritiro.
- Pietro Ferraris (I): (Da non confondere con il più celebre Ferraris II). Difensore o mediano, si distinse per la sua costanza di rendimento e la sua presenza affidabile in squadra per buona parte di questo decennio, un riferimento in un periodo di organici instabili.
- Ernesto Borel (I): Padre del futuro “Farfallino” Felice Borel II. Fu un attaccante di buon valore nella prima metà del decennio, prima dell’interruzione bellica, contribuendo con le sue reti e mostrando buone doti realizzative.
- Antonio Bruna: Portiere che iniziò a mettersi in luce con la ripresa dei campionati (1919-20). Le sue prime importanti apparizioni e la sua affermazione iniziarono in questo periodo di transizione, rappresentando la “nuova guardia” post-bellica e ponendo le basi per una carriera da protagonista negli anni ’20.
1920-1929: L’Era di Edoardo Agnelli
Decennio di svolta epocale: nel 1923 Edoardo Agnelli assume la presidenza, portando risorse, organizzazione e ambizione. La Juventus si struttura come una società moderna e inizia a costruire una squadra forte, culminando con la vittoria del secondo Scudetto nel 1925-26, il primo dell’era Agnelli.
Trofei Vinti:
- 1 Scudetto (1925-1926)
- Dirigenti:
- Edoardo Agnelli: Imprenditore illuminato e appassionato, la sua presidenza dal 1923 trasformò la Juventus. Portò una mentalità manageriale, investimenti significativi (come per lo stadio di Corso Marsiglia) e la volontà di costruire una squadra di livello internazionale, ponendo le fondamenta per decenni di successi.
- Allenatori:
- Jenő Károly: Allenatore ungherese di grande competenza, fu l’artefice tecnico della squadra che vinse lo Scudetto nel 1925-26. Introdusse metodologie di allenamento moderne e un gioco organizzato. Morì tragicamente poco prima della matematica conquista del titolo, che fu completata dal suo connazionale e giocatore József Viola.
- Protagonisti in Campo:
- Gianpiero Combi: Portiere di eleganza e affidabilità straordinarie, iniziò la sua leggendaria carriera nel 1921. Divenne rapidamente un simbolo, capitano della squadra scudettata e futuro campione del mondo, noto per il suo stile impeccabile e le sue parate decisive.
- Virginio Rosetta: Terzino destro di classe sopraffina, prelevato dalla Pro Vercelli nel 1923 in un trasferimento che fece scalpore. Fu uno dei primi grandi interpreti del ruolo “metodista”, abile sia in difesa che in appoggio all’azione, formando con Combi una cerniera difensiva di altissimo livello.
- Federico Munerati: Soprannominato “Ricciolo” per i suoi capelli, fu un’ala e attaccante estremamente prolifico e fedele alla maglia bianconera per tutto il decennio. Le sue reti furono fondamentali per la conquista dello Scudetto del ’26, ed è ancora oggi tra i migliori marcatori della storia del club.
- Ferenc Hirzer: Attaccante ungherese, soprannominato “La Gazzella” per la sua incredibile velocità. Il suo impatto nella stagione 1925-26 fu devastante: capocannoniere con 35 gol in 26 partite, fu il trascinatore assoluto verso lo Scudetto. Sebbene la sua permanenza non fu lunga, la sua singola stagione fu leggendaria.
- Carlo Bigatto I: Proseguì la sua carriera anche in questo decennio, ritirandosi nel 1924. Come mediano e capitano, rappresentò il ponte ideale tra la Juventus pionieristica e la nuova era professionistica inaugurata dagli Agnelli, portando esperienza e leadership.
- Umberto Caligaris: Arrivato nel 1928 dalla Casalese, questo terzino grintoso e tenace iniziò a fine decennio a formare con Combi e Rosetta quella che sarebbe diventata la celeberrima “difesa di ferro” della Juventus e della Nazionale negli anni ’30. Il suo impatto maggiore si vedrà nel decennio successivo, ma la sua firma fu un segnale importante.
1930-1939: Il Quinquennio d’Oro
L’età dell’oro della Juventus, conosciuta come il “Quinquennio d’Oro” per i cinque Scudetti consecutivi vinti dal 1930-31 al 1934-35. Una squadra leggendaria, composta da campioni che formarono anche l’ossatura della Nazionale Italiana campione del mondo nel 1934.
Trofei Vinti:
- 5 Scudetti (1930-31, 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1934-35)
- Dirigenti:
- Edoardo Agnelli: Continuò la sua presidenza illuminata, fornendo al club stabilità e risorse per mantenere una squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo. La sua figura fu garanzia di continuità e ambizione.
- Allenatori:
- Carlo Carcano: Ex giocatore e poi allenatore di grande intelligenza tattica, fu il condottiero della Juventus del Quinquennio. Plasmò una squadra formidabile, capace di unire solidità difensiva a un gioco offensivo efficace e spettacolare, guidandola a cinque titoli consecutivi, un’impresa storica.
- Protagonisti in Campo (Nucleo del Quinquennio):
- Gianpiero Combi: Raggiunse l’apice della sua carriera, capitano della Juventus e della Nazionale Italiana campione del mondo nel 1934. Si ritirò da leggenda al culmine dei successi, simbolo di classe e invincibilità.
- Virginio Rosetta: Continuò a essere un pilastro insostituibile della difesa, terzino di eleganza e intelligenza tattica sopraffina, formando con Combi e Caligaris una linea difensiva passata alla storia.
- Umberto Caligaris: Terzino sinistro di grande grinta, forza fisica e abilità difensiva. Completò la celeberrima “difesa di ferro” juventina e azzurra, campione del mondo nel 1934.
- Luis Monti: “Oriundo” argentino naturalizzato italiano, fu il perno insostituibile del centrocampo. Giocatore di straordinaria forza fisica, intelligenza tattica e carisma, un vero trascinatore capace di giocare la finale dei Mondiali del 1930 con l’Argentina e vincerli nel 1934 con l’Italia.
- Raimundo “Mumo” Orsi: Altro “oriundo” argentino, ala sinistra funambolica dotata di un dribbling ubriacante e di un tiro potente e preciso. Fu uno dei grandi protagonisti del Quinquennio e segnò il gol del pareggio nella finale del Mondiale 1934, un’autentica magia.
- Giovanni Ferrari: Mezzala di immenso talento, intelligenza tattica sopraffina e notevole capacità realizzativa. Fu uno dei cervelli della squadra, capace di dettare i tempi e inventare gioco. Vinse 8 scudetti in carriera (5 con la Juve) e due Mondiali.
- Felice “Farfallino” Borel II: Attaccante elegante e prolificissimo, figlio d’arte. Capocannoniere della Serie A per due volte (1932-33 e 1933-34), i suoi gol furono determinanti per i successi del Quinquennio. Campione del Mondo nel 1934.
- Renato Cesarini: Mezzala di grande fantasia, estro e creatività, famoso per aver dato il nome alla “Zona Cesarini” per i suoi gol segnati nei minuti finali. Giocatore imprevedibile e geniale, fu una figura chiave di quella squadra.
1940-1949: Gli Anni Difficili della Guerra
Un decennio segnato profondamente dalla Seconda Guerra Mondiale, che causò l’interruzione dei campionati regolari e una successiva, difficile fase di ricostruzione materiale e morale. La Juventus riuscì comunque a conquistare una Coppa Italia, mantenendo vivo il prestigio del club.
Trofei Vinti:
- 1 Coppa Italia (1941-42)
- Dirigenti:
- Piero Dusio: Industriale e appassionato di sport (anche pilota), fu presidente dal 1941 al 1947. Gestì il club con oculatezza durante gli anni difficili della guerra e nell’immediato dopoguerra, cercando di mantenere competitiva la squadra e pianificando il futuro. A lui successe per un breve periodo Gianni Agnelli (L’Avvocato) come presidente onorario prima di un periodo di transizione.
- Allenatori:
- Felice Borel II: La leggenda del Quinquennio, dopo il ritiro da giocatore, ebbe un ruolo come allenatore (in alcuni casi allenatore-giocatore) in diversi frangenti di questo decennio, inclusa la guida della squadra che vinse la Coppa Italia nel 1941-42, dimostrando la sua profonda connessione con i colori bianconeri.
- Protagonisti in Campo:
- Carlo Parola: Difensore centrale (stopper) di imponente stazza fisica, grande carisma e notevole abilità tecnica, simboleggiata dalla sua celebre rovesciata. La sua carriera in bianconero, iniziata nel 1939, lo vide diventare una colonna portante e capitano, attraversando l’intero difficile decennio.
- Pietro Rava: Terzino sinistro, ultimo superstite in attività del “Quinquennio d’Oro” e Campione del Mondo nel 1938. Continuò a giocare per la Juventus fino al 1950, portando esperienza, leadership, qualità difensiva e lo spirito vincente del passato in un periodo di grande incertezza. Fu capitano della squadra.
- Lucidio Sentimenti IV (Baciccia): Portiere di grande personalità e affidabilità, titolare della Juventus per gran parte del decennio (dal 1942 al 1949). Membro della famosa dinastia di calciatori Sentimenti, era noto anche per la sua abilità nel calciare e segnare rigori.
- Riza Lushta: Attaccante albanese di talento, fu uno dei protagonisti assoluti della vittoria in Coppa Italia nel 1941-42, laureandosi capocannoniere della competizione. Sebbene la sua permanenza alla Juventus non fu lunghissima, il suo contributo a quel trofeo in un periodo così buio fu molto significativo.
- Giampiero Boniperti: La sua leggenda iniziò a prendere forma in questo decennio, con il debutto nel 1946 a soli 18 anni. Il suo impatto fu immediato: divenne subito titolare e un marcatore prolifico (capocannoniere della Serie A nel 1947-48). Incarnò la rinascita post-bellica e l’inizio di una nuova, gloriosa era.
- Teobaldo Depetrini: Mediano di grande corsa, sostanza e dedizione, servì la Juventus per molti anni (dal 1933 al 1949), attraversando quindi anche tutto questo difficile decennio da protagonista e capitano, offrendo un contributo prezioso in termini di quantità e spirito di sacrificio.
1950-1959: Il Ritorno al Successo
Un decennio di trasformazione e successi. La prima parte vide la Juventus, guidata da campioni italiani e danesi, conquistare due Scudetti. Dal 1955, con la presidenza di Umberto Agnelli, il club si proiettò verso una nuova dimensione, ingaggiando fuoriclasse come John Charles e Omar Sívori, che insieme a Boniperti formarono il “Trio Magico” e conquistarono lo Scudetto della “prima stella” (il decimo).
Trofei Vinti:
- 3 Scudetti (1949-50, 1951-52, 1957-58)
- 1 Coppa Italia (1958-59)
- Dirigenti:
- Gianni Agnelli (L’Avvocato): Sebbene non sempre presidente formalmente in questo periodo, la sua influenza e passione per la Juventus erano già palpabili. Divenne presidente onorario e il suo carisma fu fondamentale.
- Umberto Agnelli: Assunse la presidenza nel 1955 a soli 22 anni, portando una ventata di modernità e ambizione. Fu l’artefice principale dell’ingaggio di John Charles e Omar Sívori, una mossa che proiettò la Juventus in una newa era di successi internazionali.
- Allenatori:
- Jesse Carver: Allenatore inglese, portò un approccio pragmatico e organizzato, guidando la Juventus alla vittoria dello Scudetto 1949-50.
- György Sárosi: Ex leggenda del calcio ungherese, guidò la squadra con sapienza tattica alla conquista dello Scudetto 1951-52, valorizzando il talento dei campioni danesi.
- Ljubiša Broćić: Allenatore jugoslavo, ebbe il merito di amalgamare il talento del “Trio Magico”, portando la Juventus allo Scudetto della stella nel 1957-58 con un calcio spettacolare.
- Protagonisti in Campo:
- Giampiero Boniperti: Consacrò la sua leggenda, evolvendo da prolifico attaccante a intelligente regista arretrato. Fu bandiera, capitano e leader indiscusso, vincendo gli Scudetti del ’50, ’52, ’58 e la Coppa Italia del ’59, rappresentando il filo conduttore dei successi del decennio.
- John Charles: Il “Gigante Buono” gallese, arrivato nel 1957, ebbe un impatto devastante. Attaccante fisicamente imponente ma di una correttezza esemplare, vinse subito lo Scudetto 1957-58 (capocannoniere con 28 gol) e la Coppa Italia 1958-59. Amato per la sua potenza e la sua sportività.
- Omar Sívori: “El Cabezón”, fuoriclasse argentino (poi naturalizzato italiano) arrivato nel 1957. Fantasista geniale, dal dribbling ubriacante e dal carattere forte e irriverente, rivoluzionò l’attacco bianconero. Contribuì in maniera decisiva allo Scudetto 1957-58 e alla Coppa Italia 1958-59, ponendo le basi per il Pallone d’Oro del 1961.
- John Hansen: Attaccante danese, fu il bomber implacabile della Juventus che vinse gli Scudetti del 1949-50 e, soprattutto, del 1951-52 (dove fu capocannoniere con 30 gol). Un finalizzatore eccezionale, potente e preciso, che lasciò un segno profondo.
- Karl Aage Præst: Altro fuoriclasse danese, ala sinistra di straordinaria abilità nel dribbling, nel cross e nel fornire assist. Insieme a Boniperti e Hansen formò un tridente d’attacco formidabile che portò la Juventus ai successi dell’inizio del decennio. La sua classe illuminò il gioco bianconero.
- Ermes Muccinelli: “Mucci”, ala destra velocissima e guizzante, fu un altro protagonista degli Scudetti del 1950 e 1952 con le sue incursioni imprendibili e i suoi assist, e rimase una figura importante per buona parte del decennio con la sua vivacità offensiva.
- Carlo Parola: Sebbene il suo apice come giocatore fosse negli anni ’40, continuò a essere un leader difensivo e capitano nella prima parte degli anni ’50, vincendo gli ultimi due scudetti della sua carriera (1950 e 1952) e ritirandosi nel 1954 dopo aver dato un enorme contributo alla stabilità della squadra.
1960-1969: Il Decennio di Omar Sívori
Un decennio di transizione. Inizia con gli ultimi trionfi del “Trio Magico” (due Scudetti e una Coppa Italia). Dopo l’addio di Charles e Sívori, la Juventus, sotto la guida di Heriberto Herrera, si ricostruisce attorno a un collettivo più “operaio” e disciplinato, capace di vincere una Coppa Italia e uno Scudetto combattuto (1966-67).
Trofei Vinti:
- 3 Scudetti (1959-60, 1960-61, 1966-67)
- 2 Coppe Italia (1959-60, 1964-65)
- Dirigenti:
- Umberto Agnelli: Presidente fino al 1962, concluse il suo mandato con i successi iniziali del “Trio Magico”.
- Vittore Catella: Ingegnere e politico, assunse la presidenza nel 1962, guidando il club attraverso una fase di rinnovamento che portò ai successi di metà decennio, tra cui lo Scudetto del ’67.
- Allenatori:
- Carlo Parola: Tornato in veste di allenatore, la leggenda bianconera guidò la squadra alla vittoria dello Scudetto 1959-60 e della Coppa Italia 1959-60, gestendo al meglio le grandi individualità.
- Heriberto Herrera: Allenatore paraguaiano, fautore del “movimiento”, un sistema di gioco basato sul dinamismo e la disciplina tattica. Portò una mentalità rigorosa, vincendo la Coppa Italia nel 1964-65 e lo Scudetto a sorpresa nel 1966-67.
- Protagonisti in Campo:
- Omar Sívori: Nei primi anni del decennio fu ancora un protagonista assoluto, trascinando la squadra agli Scudetti 1959-60 e 1960-61 (di cui fu capocannoniere) e vincendo il Pallone d’Oro nel 1961. Il suo genio continuò a illuminare il calcio italiano fino al suo addio nel 1965.
- Sandro Salvadore: Libero di straordinaria eleganza, intelligenza tattica e pulizia di intervento. Arrivato dal Milan nel 1962, divenne una colonna portante della difesa bianconera e della Nazionale. Fu il capitano carismatico della Juventus che vinse lo Scudetto nel 1966-67 e la Coppa Italia nel 1964-65.
- Gianfranco Leoncini: Autentico jolly difensivo e di centrocampo, dedicò quasi tutta la sua carriera alla Juventus (dal 1958 al 1970). Giocatore di grande duttilità, quantità industriale e spirito di sacrificio, fu una presenza costante e preziosa in tutti i successi del decennio.
- Luis Del Sol: Centrocampista spagnolo di caratura internazionale, soprannominato “Settepolmoni” per la sua inesauribile corsa e il suo dinamismo. Arrivato dal Real Madrid nel 1962, fu un elemento chiave per la sua esperienza, qualità e quantità nella squadra che vinse la Coppa Italia nel 1964-65 e lo Scudetto nel 1966-67.
- Ernesto Castano: Difensore roccioso, affidabile e di grande temperamento. Fu un pilastro della retroguardia bianconera per gran parte del decennio, diventandone anche capitano e contribuendo in modo significativo alla vittoria dello Scudetto del 1966-67 e della Coppa Italia del 1964-65.
- John Charles: Anche se lasciò la Juventus nel 1962, il “Gigante Buono” contribuì in maniera determinante alla vittoria degli Scudetti 1959-60 e 1960-61 e della Coppa Italia 1959-60 all’inizio del decennio, continuando a essere un faro per la sua potenza e sportività.
- Roberto Anzolin: Portiere titolare per buona parte del decennio, si distinse per la sua agilità e affidabilità, difendendo i pali della Juventus nella vittoria dello Scudetto del 1966-67 e della Coppa Italia del 1964-65.
- Giampaolo Menichelli: Ala veloce, tecnica e talentuosa, fu un elemento importante per la sua capacità di creare superiorità numerica e per i suoi gol nella Juventus che vinse lo Scudetto 1966-67 e la Coppa Italia 1964-65.
1970-1979: L’Era di Zoff e Bettega
L’inizio di un’era leggendaria. Nel 1971 Giampiero Boniperti diventa presidente, inaugurando un ciclo di gestione illuminata. Dal 1976, l’arrivo di Giovanni Trapattoni in panchina segna l’inizio di un dominio quasi incontrastato in Italia e la conquista della prima Coppa UEFA (1976-77), primo trofeo europeo del club e prima volta per una squadra italiana.
Trofei Vinti:
- 5 Scudetti (1971-72, 1972-73, 1974-75, 1976-77, 1977-78)
- 1 Coppa Italia (1978-79)
- 1 Coppa UEFA (1976-77)
- Dirigenti:
- Giampiero Boniperti: Nominato presidente nel 1971, la sua gestione fu caratterizzata da competenza, passione viscerale per i colori bianconeri e una straordinaria capacità di costruire squadre vincenti, unendo campioni affermati a giovani talenti. Il suo motto “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta” divenne il manifesto del club.
- Allenatori:
- Čestmír Vycpálek: Allenatore cecoslovacco, nipote di una leggenda juventina (Sentimenti IV, suo zio), guidò la squadra con saggezza e umanità alla vittoria di due Scudetti consecutivi (1971-72, 1972-73) in un periodo di rinnovamento.
- Carlo Parola: Tornato per un altro periodo in panchina, la sua esperienza e il suo carisma furono cruciali per la conquista dello Scudetto 1974-75.
- Giovanni Trapattoni: Arrivato nel 1976, “Il Trap” inaugurò un ciclo decennale di trionfi. Pragmatico, grande motivatore e stratega, costruì una squadra formidabile che dominò in Italia (Scudetti ’77, ’78) e conquistò la storica Coppa UEFA nel 1977.
- Protagonisti in Campo:
- Dino Zoff: Arrivato nel 1972, divenne immediatamente un pilastro e un leader silenzioso. Portiere di straordinaria longevità, calma e affidabilità, le sue parate e la sua autorità furono fondamentali per tutti i successi del decennio. Futuro capitano e campione del mondo.
- Gaetano Scirea: Arrivato nel 1974 dall’Atalanta, si impose subito come un libero di eleganza, intelligenza tattica e classe sopraffina, rivoluzionando il ruolo con le sue sortite offensive. Divenne un perno insostituibile della difesa e uno dei giocatori più amati e rispettati della storia del calcio italiano.
- Roberto Bettega: “Bobby Gol”, attaccante elegante, potente e incredibilmente prolifico. Cresciuto nel vivaio, divenne il finalizzatore principe di questa Juventus. I suoi gol, spesso acrobatici e decisivi, furono pesantissimi per la conquista dei numerosi Scudetti e della Coppa UEFA.
- Franco Causio: “Il Barone”, ala destra di pura classe, fantasia e dribbling sopraffino. Uno dei giocatori più amati dai tifosi, capace di inventare gioco dal nulla, fornire assist al bacio e segnare gol spettacolari. Protagonista indiscusso di tutti i trionfi.
- Giuseppe Furino: “Furia”, mediano infaticabile, cuore e polmoni della squadra per oltre un decennio. Capitano storico (prima di Zoff in alcuni periodi), incarnò la grinta, la dedizione e la “juventinità”, vincendo ben 8 Scudetti con la maglia bianconera, molti dei quali in questo decennio.
- Pietro Anastasi: “Pelè Bianco”, bomber potente e opportunista, fu il centravanti titolare e cannoniere dei primi Scudetti del decennio (’72, ’73, ’75), amato per la sua generosità e il suo fiuto del gol.
- Fabio Capello: Regista di centrocampo di grande intelligenza tattica, visione di gioco e forte personalità. Fu una figura chiave per i successi della prima metà del decennio (Scudetti ’72, ’73, ’75) prima del suo passaggio al Milan, dettando i ritmi della squadra.
- Claudio Gentile: Arrivato nel 1973, si affermò come un terzino destro (o marcatore puro) di una tenacia e una forza fisica impressionanti, insuperabile nell’uno contro uno e fondamentale per la solidità difensiva della Juventus di Trapattoni.
- Marco Tardelli: Giunse nel 1975 e iniziò la sua ascesa come centrocampista totale, dinamico, con grande capacità di inserimento, un tiro potente e una grinta contagiosa. Divenne una figura centrale della seconda metà del decennio.
- Francesco Morini: “Morgan lo stopper”, difensore roccioso, insuperabile in marcatura e dotato di un grande senso dell’anticipo. Formò con Scirea una coppia difensiva formidabile, tra le più forti della storia del club.
1980-1989: Il Mito Platini e la Conquista dell’Europa
Un decennio di gloria assoluta, forse il più vincente a livello internazionale nella storia della Juventus. Sotto la continua presidenza di Boniperti e la guida di Trapattoni (poi Rino Marchesi per un breve intermezzo vincente), la squadra vinse tutto: Scudetti (incluso quello della “seconda stella”), Coppa Italia, e tutti i trofei UEFA per club (Coppa delle Coppe, Supercoppa UEFA, Coppa dei Campioni) più la Coppa Intercontinentale. Un’epoca definita da campioni straordinari.
Trofei Vinti:
- 4 Scudetti (1980-81, 1981-82, 1983-84 – “seconda stella”, 1985-86)
- 1 Coppa Italia (1982-83)
- 1 Coppa delle Coppe (1983-84)
- 1 Supercoppa UEFA (1984)
- 1 Coppa dei Campioni (1984-85)
- 1 Coppa Intercontinentale (1985)
- Dirigenti:
- Giampiero Boniperti: Proseguì la sua presidenza di straordinario successo, assemblando e gestendo una delle squadre più forti e iconiche della storia del calcio mondiale. La sua capacità di scegliere uomini e campioni fu determinante.
- Allenatori:
- Giovanni Trapattoni: Continuò a guidare la squadra per gran parte del decennio, portandola a trionfi storici come la Coppa delle Coppe, la Supercoppa UEFA e la tragica ma vittoriosa Coppa dei Campioni del 1985. La sua gestione consolidò la Juve come una potenza europea.
- Rino Marchesi: Subentrato a Trapattoni, seppe mantenere alta la competitività della squadra, guidandola alla vittoria dello Scudetto 1985-86 e della Coppa Intercontinentale nel 1985.
- Protagonisti in Campo:
- Michel Platini: “Le Roi”. Arrivato nel 1982, il fuoriclasse francese ridefinì il ruolo del numero 10. Regista sublime, finalizzatore implacabile (memorabili le sue punizioni), leader tecnico e carismatico. Vinse tre Palloni d’Oro consecutivi (1983, 1984, 1985) da giocatore della Juventus, trascinando la squadra a tutte le vittorie internazionali.
- Gaetano Scirea: Continuò a essere il libero per antonomasia, simbolo di eleganza, intelligenza tattica, correttezza e leadership. Divenne capitano dopo Zoff e Bettega, alzando numerosi trofei. La sua figura trascende il campo da gioco, rappresentando un modello di sportività.
- Antonio Cabrini: “Bell’Antonio”. Terzino sinistro di spinta formidabile, interpretò il ruolo in chiave moderna, capace di difendere con tenacia e offendere con continuità ed efficacia, oltre ad essere un ottimo rigorista. Colonna portante della Juve e della Nazionale Campione del Mondo 1982.
- Zbigniew Boniek: “Bello di Notte”. Attaccante o centrocampista offensivo polacco, dotato di una velocità, una potenza e una progressione palla al piede impressionanti, esaltandosi nelle partite che contano (da cui il soprannome, per le sue prestazioni nelle coppe europee). Fondamentale per i successi internazionali, in particolare la Coppa delle Coppe e la Coppa dei Campioni.
- Marco Tardelli: Centrocampista completo, “Schizzo” era un mix inarrestabile di grinta, dinamismo, capacità di inserimento e un tiro potente e preciso. Il suo urlo dopo il gol nella finale del Mondiale ’82 è iconico, ma con la Juve fu cuore e polmoni della squadra per gran parte del decennio.
- Claudio Gentile: Continuò a essere un marcatore implacabile e un terzino destro roccioso e insuperabile. La sua tenacia e la sua forza difensiva furono fondamentali per la solidità della squadra nella prima metà del decennio e per la vittoria del Mondiale ’82.
- Paolo Rossi: “Pablito”. Dopo l’exploit al Mondiale ’82 che gli valse il Pallone d’Oro, arrivò alla Juventus contribuendo con gol importanti e la sua intelligenza offensiva alla vittoria di Scudetto, Coppa delle Coppe, Supercoppa UEFA e Coppa dei Campioni.
- Stefano Tacconi: Portiere di grande personalità e carisma, difese i pali della Juventus nella seconda metà del decennio, risultando protagonista con le sue parate nella vittoria della Coppa dei Campioni e della Coppa Intercontinentale.
- Massimo Bonini: L’infaticabile mediano sammarinese, fu un gregario di lusso e un recuperatore di palloni instancabile al servizio della classe di Platini, ma assolutamente fondamentale per gli equilibri tattici della squadra. Ha vinto tutto.
- Dino Zoff e Roberto Bettega: Conclusero le loro leggendarie carriere nei primissimi anni ’80 (Zoff nel 1983, Bettega nel 1983 dopo una parentesi al Toronto Blizzard ma con l’ultimo Scudetto nel 1982), ma il loro contributo ai primi successi del decennio, con la loro esperienza e leadership, fu comunque molto importante.
1990-1999: L’Era di Lippi e i Successi in Champions League
Un decennio di rinnovamento e grandi trionfi, caratterizzato dall’avvento della dirigenza nota come “la Triade” (Moggi, Giraudo, Bettega) e dal ciclo vincente di Marcello Lippi. La Juventus tornò a dominare in Italia e in Europa, vincendo una Coppa UEFA, tre Scudetti, una Coppa Italia, e soprattutto la Champions League nel 1996, seguita dalla Supercoppa UEFA e dalla Coppa Intercontinentale, raggiungendo altre due finali di Champions.
Trofei Vinti:
- 3 Scudetti (1994-95, 1996-97, 1997-98)
- 1 Coppa Italia (1994-95)
- 2 Supercoppe Italiane (1995, 1997)
- 1 Champions League (1995-96)
- 1 Coppa UEFA (1992-93)
- 1 Supercoppa UEFA (1996)
- 1 Coppa Intercontinentale (1996)
- Dirigenti:
- Vittorio Caissotti di Chiusano: Avvocato e figura di grande prestigio, fu presidente del club per gran parte di questo decennio (dal 1990 al 2003), garantendo continuità e rappresentanza istituzionale.
- Luciano Moggi (Direttore Generale), Antonio Giraudo (Amministratore Delegato), Roberto Bettega (Vicepresidente): Noti come “la Triade”, dal 1994 presero in mano la gestione sportiva ed economica del club, costruendo con abilità e intuito una squadra straordinariamente competitiva e vincente.
- Allenatori:
- Giovanni Trapattoni: Tornato per un secondo ciclo, guidò la Juventus alla vittoria della Coppa UEFA nel 1992-93, valorizzando talenti come Roberto Baggio.
- Marcello Lippi: Arrivato nel 1994, il tecnico viareggino fu l’artefice principale del ciclo di successi. Infuse mentalità vincente, grinta e un gioco organizzato ed efficace, portando la Juventus a vincere tutto, inclusa la Champions League del 1996.
- Protagonisti in Campo:
- Alessandro Del Piero: “Pinturicchio”. Emerso giovanissimo, divenne l’icona assoluta di questo periodo. Talento purissimo, autore di gol spettacolari (molti “alla Del Piero”), fu protagonista della vittoria della Champions League. Divenne bandiera e futuro capitano, simbolo di classe e juventinità.
- Gianluca Vialli: Arrivato dalla Sampdoria, divenne il capitano e leader carismatico della squadra che alzò la Champions League a Roma nel 1996. Attaccante potente, trascinatore, con un fiuto del gol eccezionale e una determinazione contagiosa.
- Roberto Baggio: “Il Divin Codino”. Sebbene la sua permanenza copra la prima metà del decennio (fino al 1995), il suo impatto fu enorme. Trascinò la Juve alla vittoria della Coppa UEFA 1993 con prestazioni memorabili e vinse il Pallone d’Oro nel 1993 da giocatore bianconero. Il suo talento cristallino illuminò la squadra.
- Antonio Conte: Centrocampista di grinta inesauribile, cuore pulsante e intelligenza tattica. Divenne l’anima della squadra per gran parte del decennio e futuro capitano. Fondamentale per gli equilibri, lo spirito combattivo e la mentalità vincente della Juventus di Lippi, vincendo tutto.
- Didier Deschamps: Arrivato nel 1994, il centrocampista francese divenne il cervello e il motore infaticabile della squadra. Tatticamente imprescindibile, recuperava un’infinità di palloni, dettava i tempi e garantiva equilibrio al centrocampo. Capitano della Francia campione del mondo nel ’98, alla Juve fu il perno silenzioso ma fondamentale.
- Angelo Peruzzi: Portiere di straordinaria reattività e sicurezza tra i pali, fu il titolare di quasi tutti i successi di questo decennio. Le sue parate furono fondamentali per la vittoria della Champions League e degli Scudetti.
- Fabrizio Ravanelli: “Penna Bianca”. Attaccante potente, generoso e prolifico, autore del gol del momentaneo vantaggio nella finale di Champions League nel 1996. Le sue esultanze con la maglia sulla testa sono rimaste iconiche.
- Ciro Ferrara: Difensore roccioso, esperto e carismatico, arrivato dal Napoli divenne una colonna portante della difesa per tutto il ciclo vincente di Lippi, portando mentalità vincente e solidità.
- Zinédine Zidane: Arrivato nel 1996, il suo genio iniziò a sbocciare e a incantare il pubblico bianconero. Contribuì con la sua classe immensa, la sua visione di gioco e i suoi gol agli Scudetti e alle finali di Champions. Anche se il suo apice assoluto (e il Pallone d’Oro) arriverà a cavallo del nuovo millennio, il suo impatto nel finale del decennio fu innegabile.
- Paulo Sousa: Regista portoghese di grande classe e intelligenza tattica, la sua visione di gioco e la sua capacità di dettare i tempi furono determinanti per la vittoria dello Scudetto 1994-95 e della Champions League 1995-96, prima del suo passaggio al Borussia Dortmund.
2000-2009: Gli Anni Difficili e il Calciopoli
Un decennio dalle emozioni contrastanti: grandi vittorie all’inizio con Lippi e poi Capello (Scudetti, Supercoppe, una finale di Champions League nel 2003), poi lo shock di Calciopoli nell’estate 2006, la retrocessione in Serie B e la faticosa ma orgogliosa risalita, guidata dalla fedeltà dei suoi campioni.
Trofei Vinti:
- 2 Scudetti (2001-02, 2002-03) – più altri due (2004-05, 2005-06) poi revocati.
- 2 Supercoppe Italiane (2002, 2003)
- 1 Campionato di Serie B (2006-07)
- Dirigenti:
- “La Triade” (Moggi, Giraudo, Bettega) con Presidente Vittorio Caissotti di Chiusano (fino al 2003) e poi Franzo Grande Stevens (fino al 2006): Proseguirono la gestione fino allo scandalo di Calciopoli.
- Giovanni Cobolli Gigli (Presidente), Jean-Claude Blanc (Amministratore Delegato/Direttore Generale), Alessio Secco (Direttore Sportivo): Formarono la nuova dirigenza post-Calciopoli, con il difficile compito di ricostruire il club, gestire la Serie B e riportare la Juventus ai vertici.
- Allenatori:
- Marcello Lippi: Tornato per un secondo ciclo (2001-2004), vinse altri due Scudetti e raggiunse la sfortunata finale di Champions League del 2003 contro il Milan.
- Fabio Capello: Guidò la Juventus dal 2004 al 2006, vincendo sul campo due Scudetti (poi revocati) con una squadra di straordinaria forza e solidità.
- Didier Deschamps: Ex capitano, accettò la sfida di guidare la squadra in Serie B, ottenendo una pronta promozione e dimostrando grande attaccamento al club.
- Claudio Ranieri: Subentrato a Deschamps, consolidò il ritorno della Juventus in Serie A, riportandola immediatamente in Champions League.
- Protagonisti in Campo (la cui lealtà durante Calciopoli è un fattore distintivo):
- Alessandro Del Piero: Il Capitano. Attraversò l’intero decennio da protagonista assoluto, leader tecnico e carismatico. Vinse gli Scudetti, trascinò la squadra in Champions, e soprattutto scelse di rimanere in Serie B, diventando capocannoniere e simbolo della rinascita. La sua fedeltà e il suo amore per la maglia sono leggendari.
- Gianluigi Buffon: Arrivato nel 2001 per una cifra record, si impose subito come uno dei migliori portieri al mondo, se non il migliore. Come Del Piero, fu protagonista dei successi iniziali e fece la scelta eroica di scendere in Serie B da Campione del Mondo in carica, un gesto che lo consacrò ulteriormente nel cuore dei tifosi.
- Pavel Nedvěd: “La Furia Ceca”. Arrivato nel 2001 per sostituire Zidane, divenne un idolo per la sua grinta, la sua corsa inesauribile e la sua classe. Trascinò la Juventus alla finale di Champions del 2003 (che saltò per squalifica) e vinse il Pallone d’Oro nel 2003. Anche lui scelse di rimanere in Serie B, dimostrando un attaccamento incredibile.
- David Trezeguet: “Trezegol”. L’attaccante franco-argentino fu un bomber implacabile per quasi tutto il decennio, uno dei più grandi finalizzatori della storia del club. I suoi gol furono fondamentali per la vittoria degli Scudetti. Come gli altri campioni, rimase in Serie B, contribuendo con le sue reti alla promozione.
- Mauro Germán Camoranesi: Ala destra italo-argentina, campione del mondo nel 2006 con l’Italia. Giocatore di grande qualità tecnica, dribbling, grinta e temperamento. Anche lui fu uno dei “fedelissimi” che accettarono la Serie B per riportare la Juventus ai massimi livelli.
- Lilian Thuram: Difensore francese di classe mondiale, eleganza e potenza fisica, fu un pilastro della difesa nei primi anni del decennio e negli Scudetti pre-Calciopoli. Lasciò il club dopo la retrocessione.
- Fabio Cannavaro: Sebbene la sua prima parentesi juventina sia stata di soli due anni (2004-2006), fu un difensore centrale di impatto straordinario, determinante per gli Scudetti (poi revocati) e vinse il Pallone d’Oro nel 2006 anche grazie alle sue prestazioni in bianconero e al Mondiale. Lasciò dopo Calciopoli.
- Paolo Montero: Difensore uruguaiano, grintoso, tenace e talvolta rude, fu un simbolo di combattività e attaccamento alla maglia nella prima metà del decennio, formando coppie difensive di grande solidità.
- Giorgio Chiellini: Arrivato nel 2005, la sua ascesa da giovane difensore promettente a pilastro del futuro del club iniziò proprio con la stagione in Serie B, dove mostrò il carattere e la determinazione che lo avrebbero contraddistinto, incarnando lo spirito della ricostruzione.
2010-2019: Il Dominio Assoluto
L’era della rinascita e del dominio assoluto in Italia. Sotto la presidenza di Andrea Agnelli, con la costruzione del nuovo Juventus Stadium e una gestione sportiva oculata, la Juventus inaugurò un ciclo leggendario di nove Scudetti consecutivi (i primi otto vinti in questo decennio), arricchito da Coppe Italia e Supercoppe. La squadra raggiunse anche due finali di Champions League, confermandosi ai vertici del calcio europeo.
Trofei Vinti:
- 8 Scudetti (2011-12, 2012-13, 2013-14, 2014-15, 2015-16, 2016-17, 2017-18, 2018-19)
- 4 Coppe Italia (2014-15, 2015-16, 2016-17, 2017-18)
- 4 Supercoppe Italiane (2012, 2013, 2015, 2018)
- Dirigenti:
- Andrea Agnelli: Assunse la presidenza nel 2010, portando una visione moderna e ambiziosa. Fu l’artefice della costruzione dello Juventus Stadium, simbolo della rinascita, e della creazione di una struttura dirigenziale e sportiva che ha garantito un ciclo di vittorie senza precedenti nella storia del calcio italiano.
- Giuseppe Marotta: Amministratore Delegato e Direttore Generale Area Sport (fino al 2018), fu lo stratega del mercato, capace di colpi geniali a parametro zero (Pirlo, Pogba, Khedira) e investimenti mirati che costruirono la spina dorsale della squadra dominatrice.
- Fabio Paratici: Direttore Sportivo, stretto collaboratore di Marotta e poi suo successore nell’area sportiva, contribuì in modo significativo alla costruzione e al mantenimento della rosa vincente, mostrando grande fiuto per i talenti.
- Allenatori:
- Antonio Conte: Ex capitano, tornò da allenatore nel 2011 e diede il via al ciclo vincente. Infuse una mentalità feroce, un gioco intenso e organizzato, conquistando tre Scudetti consecutivi e gettando le basi per il dominio futuro.
- Massimiliano Allegri: Subentrato a Conte nel 2014, seppe gestire con intelligenza e pragmatismo un gruppo già vincente, portandolo a ulteriori trionfi: cinque Scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e due finali di Champions League, mostrando grande flessibilità tattica.
- Protagonisti in Campo (il nucleo storico italiano e i campioni stranieri):
- Gianluigi Buffon: Continuò la sua leggendaria carriera, diventando Capitano dopo Del Piero. Leader indiscusso in campo e fuori, le sue parate e il suo carisma furono una garanzia per la difesa e un simbolo dei continui successi.
- Giorgio Chiellini: Divenne il leader della difesa, un “muro” invalicabile. Grinta, senso della posizione, leadership e un attaccamento alla maglia fuori dal comune. Uno dei pilastri della leggendaria “BBC” e capitano dopo l’addio di Buffon, incarnò lo spirito combattivo della squadra.
- Andrea Pirlo: “Il Maestro”. Il suo arrivo a parametro zero nel 2011 è considerato da molti l’inizio simbolico del ciclo vincente. Rivoluzionò il centrocampo bianconero con la sua classe, visione di gioco, lanci millimetrici e calci piazzati letali, guidando la squadra ai primi Scudetti di Conte.
- Leonardo Bonucci: Altro membro fondamentale della “BBC”. Difensore completo, roccioso in marcatura ma anche abile nell’impostazione del gioco da dietro con i suoi lanci lunghi. Nonostante la parentesi al Milan, il suo contributo ai successi della Juventus in questo decennio fu enorme, tornando poi da leader.
- Claudio Marchisio: “Il Principino”. Prodotto del vivaio, centrocampista completo, capace di unire qualità tecnica e quantità, intelligenza tattica e un grande senso di appartenenza. Fu una colonna portante del centrocampo per la maggior parte degli Scudetti di questo decennio, incarnando la “juventinità”.
- Andrea Barzagli: L’altro componente della leggendaria “BBC”, difensore di straordinaria affidabilità, intelligenza tattica e senso della posizione. Un professionista esemplare, la cui costanza di rendimento fu cruciale per la solidità difensiva.
- Arturo Vidal: “Il Guerriero”. Centrocampista cileno di incredibile dinamismo, forza fisica, aggressività e capacità realizzativa. Fu fondamentale nei primi Scudetti del ciclo con la sua energia e i suoi gol pesanti.
- Paul Pogba: Talento purissimo, il centrocampista francese incantò il pubblico con giocate spettacolari, potenza fisica, tecnica sopraffina e gol memorabili, contribuendo in modo significativo a diversi Scudetti prima del suo ritorno al Manchester United.
- Carlos Tévez: “L’Apache”. Attaccante argentino che per due stagioni (2013-2015) trascinò la squadra con gol, carisma, grinta e una determinazione feroce, portandola anche in finale di Champions League.
- Paulo Dybala: “La Joya”. Arrivato nel 2015, l’attaccante argentino divenne un punto di riferimento offensivo con la sua classe, i suoi dribbling, i suoi gol e le sue giocate decisive, ereditando anche la prestigiosa maglia numero 10.
- Mario Mandžukić: Attaccante croato, guerriero indomito e generoso, fu amatissimo dai tifosi per la sua incredibile dedizione, i gol pesanti (spesso in partite cruciali) e la sua capacità di sacrificarsi per la squadra in ogni zona del campo.
2020-Oggi: Sfide e Nuovi Obiettivi
Un periodo iniziato con la conquista del nono Scudetto consecutivo, ma che ha poi visto la Juventus attraversare una fase di transizione e ricostruzione. Si sono susseguiti cambi di allenatori e strategie, con la vittoria di due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Il club ha affrontato anche vicissitudini extra-campo che hanno portato a un importante cambio dirigenziale a inizio 2023 e all’arrivo di una nuova figura di riferimento per l’area sportiva, con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo.
Trofei Vinti:
- 1 Scudetto (2019-20)
- 2 Coppe Italia (2020-21, 2023-24)
- 1 Supercoppa Italiana (2020)
- Dirigenti:
- Andrea Agnelli (Presidente fino a inizio 2023), Fabio Paratici (Chief Football Officer fino al 2021), Pavel Nedvěd (Vicepresidente fino a inizio 2023), Maurizio Arrivabene (CEO Football fino a inizio 2023): Hanno guidato il club nella prima parte di questo periodo.
- Federico Cherubini: Ha ricoperto ruoli chiave nell’area sportiva, da Direttore Sportivo a Football Director, gestendo le transizioni e il mercato.
- Gianluca Ferrero (Presidente), Maurizio Scanavino (Amministratore Delegato): Costituiscono la nuova guida del club da inizio 2023, con il compito di assicurare stabilità e una nuova direzione strategica.
- Cristiano Giuntoli: Nominato Football Director (poi Juventus Football Director) nell’estate 2023, con il mandato di costruire la Juventus del futuro, puntando su sostenibilità e competitività.
- Allenatori:
- Maurizio Sarri: Ha guidato la squadra alla vittoria dello Scudetto 2019-20, cercando di implementare la sua filosofia di gioco.
- Andrea Pirlo: Alla sua prima esperienza da allenatore, ha vinto la Coppa Italia 2020-21 e la Supercoppa Italiana 2020, in una stagione di alti e bassi.
- Massimiliano Allegri: Tornato sulla panchina bianconera nell’estate 2021, ha affrontato un periodo di ricostruzione, riuscendo a vincere la Coppa Italia 2023-24 e a garantire qualificazioni europee in contesti complessi.
- Protagonisti in Campo:
- Cristiano Ronaldo: Sebbene la sua permanenza si sia conclusa nell’agosto 2021, il suo impatto realizzativo nei primi anni di questo decennio è stato innegabile. Ha contribuito in modo decisivo alla vittoria dello Scudetto 2019-20, della Coppa Italia 2020-21 (segnando in finale) e della Supercoppa Italiana 2020 (segnando in finale), laureandosi anche capocannoniere della Serie A.
- Wojciech Szczęsny: Il portiere titolare per tutto questo periodo. Ha garantito affidabilità tra i pali, compiendo parate decisive in molti momenti cruciali e dimostrandosi un leader silenzioso del reparto difensivo, inclusi i successi in coppa.
- Danilo: Ha mostrato una crescita esponenziale in termini di leadership, carisma e versatilità. Giocatore polivalente, impiegato con profitto in tutti i ruoli della difesa e talvolta anche a centrocampo, è diventato vice-capitano e spesso capitano effettivo, incarnando lo spirito di sacrificio, la professionalità e la dedizione alla causa.
- Federico Chiesa: Quando è stato in condizione fisica ottimale, ha dimostrato di essere un giocatore capace di spaccare le partite con la sua velocità esplosiva, il suo dribbling incisivo e i suoi gol importanti. Decisivo nella vittoria della Coppa Italia 2020-21 e della Supercoppa Italiana 2020. Nonostante un grave infortunio, il suo talento lo rende una figura di spicco del potenziale offensivo.
- Dušan Vlahović: Arrivato nel gennaio 2022 come il grande investimento per l’attacco del futuro, è il punto di riferimento offensivo principale. Nonostante alti e bassi di rendimento e qualche problema fisico, i suoi gol sono stati spesso cruciali, come quelli che hanno contribuito in modo determinante alla vittoria della Coppa Italia 2023-24 (di cui è stato capocannoniere e match-winner in finale).
- Leonardo Bonucci: Anche se la sua influenza è andata calando verso la fine della sua seconda permanenza (conclusasi nel 2023), all’inizio di questo periodo era ancora una figura di grande esperienza e leadership, nonché un titolare nella difesa che ha vinto lo Scudetto 2019-20.
- Juan Cuadrado: Fino alla sua partenza nel 2023, l’esterno colombiano è stato un giocatore chiave per la sua spinta inesauribile sulla fascia destra, la sua abilità nel fornire assist, la sua duttilità tattica e la sua capacità di segnare gol importanti.